Sprint, frenate e cambi di direzione: cosa succede prima di un gol
Prima di un gol, il marcatore e l'assistman fanno soprattutto tre cose: sprintano, frenano e ruotano il corpo. Lo dice uno studio pubblicato nel 2025 sull'European Journal of Sport Science, che ha analizzato 2995 movimenti che hanno preceduto 649 gol su azione.
Perché guardare a cosa succede prima di un gol
I dati GPS ci dicono quanto corre un giocatore in partita, ma non cosa fa nei pochi secondi che decidono un'azione. Eppure è lì che si vede quali qualità fisiche contano davvero.
Per chi prepara una squadra la domanda è semplice: su cosa vale la pena investire il tempo di allenamento? Questo studio dà una risposta basata su dati, con un campione molto più ampio dei lavori precedenti.
Lo studio: chi, cosa, come
Gli autori hanno analizzato via video i gol su azione delle ultime sei edizioni dei Mondiali FIFA, tre maschili (2014, 2018, 2022) e tre femminili (2015, 2019, 2023). È il primo studio di questo tipo che confronta uomini e donne e più anni di gioco ad alto livello.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Campione | 649 gol su azione, 2995 movimenti |
| Chi è stato analizzato | Il marcatore prima del tiro e l'assistman prima del passaggio |
| Finestra | Gli ultimi 3 movimenti di ciascuno |
| Esclusi | Calci piazzati, rigori, autogol, gol su respinta |
| Classificazione | Bloomfield Movement Classification modificato: tipo di movimento, intensità (bassa, media, alta), direzione |
| Affidabilità (κ di Cohen) | Tra analisti 0,86 sul movimento e 0,76 sull'intensità; stesso analista 0,92 e 0,90 |
| Statistica | Chi-quadro con Cramér's V e analisi bayesiana (Bayes Factor) |
L'affidabilità è alta: analisti diversi, e lo stesso analista a distanza di tempo, classificano i movimenti quasi sempre allo stesso modo.
Le azioni più frequenti prima del gol
La corsa lineare è l'azione più frequente (~41%), seguita da decelerazione (~22%) e turn (~19%). La distribuzione non è casuale: χ²(6) = 2985,38 · p < 0,001 · V = 0,30, effetto grande.
Rielaborazione da Daly et al., 2025 (testo e Fig. 2A).
La corsa lineare è soprattutto sprint: il 56,9% è ad alta intensità, con un effetto grande (V = 0,38). Anche il turn è prevalentemente ad alta intensità (52,2%). La decelerazione invece è soprattutto a media intensità (49,7%), e lo è ancora di più negli assistman.
Decelerazione e turn hanno frequenze statisticamente equivalenti (χ²(1) = 0,26 · p = 0,61).
Uomini e donne, marcatori e assistman: lo schema è lo stesso
Le differenze tra gruppi esistono, ma sono piccole: lo schema di movimento prima del gol è praticamente identico per tutti.
| Confronto | Cosa cambia | Effetto |
|---|---|---|
| Uomini vs donne | Sprint più frequente negli uomini (43,4% vs 39,0%) | Piccolo (V = 0,10) |
| Marcatori vs assistman | Sprint più frequente nei marcatori (43,2% vs 39,1%) | Piccolo (V = 0,04) |
| Donne vs uomini | Decelerazioni un po' più frequenti nelle donne | Piccolo (V = 0,04) |
| Assistman vs marcatori | Decelerazioni un po' più frequenti negli assistman | Piccolo (V = 0,05) |
| Intensità complessiva | Più azioni ad alta intensità nelle donne (53,0% vs 47,9%) | Evidenza forte (BF10 = 38,7) |
| Edizione 2022/2023 | Meno azioni ad alta intensità (46,6% vs 52,3–52,5%) | Piccolo (V = 0,06) |
In pratica: una differenza statisticamente significativa non è per forza rilevante sul campo. Le qualità da allenare sono le stesse per uomini e donne, per chi finalizza e per chi rifinisce.
Sprint: la velocità si allena con la velocità
Lo sprint è l'azione più legata al gol, e gli autori sono chiari: non si allena in palestra.
Il dato indica che accelerazione e velocità massima contano in fase offensiva. Gli autori lo collegano ad altre evidenze:
- i giocatori di livello più alto mostrano velocità di corsa maggiori (Koudellis et al., 2025);
- l'intensità delle partite è in aumento (Harper et al., 2021);
- la velocità di corsa è associata positivamente agli indici di carico in partita (Daly et al., 2023);
- un allenamento della velocità efficace è associato a un minor rischio di infortunio (Buchheit et al., 2023).
Lo sprint è un gesto complesso: cinetica e cinematica, trasferimento di energia elastica, controllo motorio, rapidità di sviluppo della forza. Per questo la sua biomeccanica non si replica con i classici esercizi di forza in palestra (Buchheit et al., 2023; Ward et al., 2024).
La conseguenza pratica è inserire esposizioni regolari allo sprint vero dentro un programma di forza e condizionamento strutturato. Servono a sviluppare la velocità e a prevenire gli infortuni agli hamstring (Buchheit et al., 2023; Haugen et al., 2019).
Una cautela: lo studio non misura velocità né distanze, quindi il legame tra velocità massima e gol resta un'ipotesi da confermare.
Decelerazione: il movimento sottovalutato
La frenata è la seconda azione più frequente prima di un gol, e nella metà dei casi è a media intensità: è una frenata di controllo più che di arresto.
Il meccanismo proposto è la separazione dal difensore. Quando l'attaccante decelera di colpo, interrompe il momentum del difensore, che fatica ad adattare velocità e posizione (Ade et al., 2016; Martínez-Hernández et al., 2023). Gli autori descrivono tre situazioni tipiche:
- entrare in area e frenare per crearsi lo spazio per il tiro;
- frenare un attimo prima del passaggio per battere la linea del fuorigioco;
- frenare, creare spazio e spostarsi in un'altra zona per ricevere.
Vale anche in difesa: saper decelerare in modo intenso e ripetuto serve a chiudere lo spazio e a reagire ai movimenti dell'attaccante (Harper et al., 2019).
Gli studi su interventi specifici per migliorare la decelerazione sono ancora pochi (Harper et al., 2024). Gli autori suggeriscono di allenare tutte le fasi della corsa (accelerazione, transizione, velocità massima, decelerazione) insieme a forza eccentrica, forza reattiva e tecnica di esecuzione.
Turn, cambi di direzione e movimenti minori
Il turn, cioè la rotazione del corpo per cambiare orientamento, è frequente quanto la frenata ed è eseguito soprattutto ad alta intensità.
Un turn efficace dipende da controllo del tronco, posizione del baricentro e qualità neuromuscolari, che insieme alla tecnica determinano frenata, tempi di contatto a terra e spinta nella nuova direzione (Keller et al., 2020). Dietro c'è la capacità di cambio di direzione (COD): frenare e riaccelerare cambiando traiettoria.
Il COD distingue i giocatori d'élite dai sub-élite (Gabbett et al., 2009) e si migliora con forza, pliometria, sprint e lavoro specifico di cambio di direzione (Nygaard Falch et al., 2019).
Il resto delle azioni è fatto di cut, corse ad arco, shuffle e crossover. Sono meno frequenti ma aggiungono imprevedibilità: la corsa ad arco aiuta a eludere il difensore con angoli più larghi, shuffle e crossover permettono aggiustamenti rapidi negli spazi stretti. Conviene inserirli nelle esercitazioni e nelle partite a tema.
I limiti dello studio
Lo studio dice quali movimenti precedono un gol, non quanto veloci o lunghi fossero.
- Nessuna misura di velocità o distanza. L'intensità è stimata da video, non da GPS.
- Nessun contesto. Non considera punteggio, tattica, livello dell'avversario o condizioni ambientali.
- Classificazione da video. Nonostante l'alta affidabilità, resta un margine di soggettività.
I risultati sono però coerenti con gli studi precedenti fatti con lo stesso metodo in campionati nazionali. Questo fa pensare che valgano anche per altri livelli di gioco.
Cosa portare in allenamento
Sprint, decelerazione e turn sono le tre qualità su cui costruire la preparazione offensiva, per tutti i giocatori.
- Sprint vero, regolare. Accelerazione e velocità massima vanno allenate con lo sprint, non solo con la forza in palestra.
- Decelerazione allenata, non subita. Forza eccentrica, forza reattiva e tecnica di frenata, dentro un lavoro su tutte le fasi della corsa.
- Cambio di direzione. Forza, pliometria, sprint e lavoro specifico di COD.
- Integrazione nel gioco. Portare questi movimenti nelle situazioni di finalizzazione, per chi attacca e per chi difende.
Il gol non nasce solo dal piede, nasce da come ti muovi prima.